By Federica Fiume

“Who’d be happy, let him be so: Nothing’s sure about tomorrow” wrote Lorenzo De ‘ Medici in 1490. He died two years later. The pursuit of happiness is the primary goal that unites all people of this world. But what is the nature of happiness? Let’s be clear – beyond all philosophizing good-heartedness, we all would like to enjoy material comfort. Money, Love, Fame, work career, etc. Life is a race for acquiring possessions – whether an object, or another human being. Sometimes, we even feel a little guilty about craving such trivial things. Yet we cannot fail to desire to drink from the cup of life with all its fleeting pleasures to the end, acutely aware of the shadow of Death that hangs over us.

Santa Muerte knows how to read the hearts of people. She understands our frailties and limitations. As a Holy Mother, she desires exclusively the happiness of her children. For this reason she is willing to grant any of their wishes, if they are requested through prayers, offerings or rituals. As Death, she knows very well that all is only a vain illusion of material reality, where Good and Evil are inextricably intertwined. In my previous post I had spoken of Death as a maiden, the one who, as Heavenly Judge, reaches the end of Time to turn the hourglass upside down, not before having distributed equally the fruits of each one’s labor according to need.

But Santa Muerte as Mother is not a judge and is not judgmental. She shows her children the right way to gain the courage to live life to the fullest. She invites immediate action, to fully live the present, to seize all opportunities before they vanish, remembering that all is only vanity before the end of time. Carpe Diem. Hic et Nunc. She invites us to her Garden of Delights, where a wonderful Rose Garden yields the Crimson roses of the licit and Illicit to satisfy every pleasure of the flesh and the senses. With her consent, you can claim all that pleases you. She will simply please us, without judging our choices. But, despite this, her Mother’s heart warns us:

“Act promptly if you can, but first try to reflect on the nature of your choices, because no Rose is without thorns. And, when you have plucked it, enjoy its scent and the softness of its petals as much as you can, but do not bind yourself too much to all this. Soon, well before you know it, the Red of Life will turn to the Black of Death.”

Ashes to ashes and dust to dust, Santa Muerte teaches us that all is attainable through acting in the present, but that it is also not advisable to cling too much to the fruits of action.

Beneath the fertile soil where roses thrive nourished by the flow of her menstrual blood, lies hidden the Serpent. With its coils twisted around the Egg, it lies in the active stillness of an eternal impasse. Within the egg sleeps a new Death-Child. She will awaken when the last petal of the last rose sinks into the dark bowels of rot.

The sinking, which leads to a new rising, a new dawn.

Il testo originale italiano...

Un’altra umile riflessione personale estemporanea.

“Chi vuol esser lieto sia; di doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo de’ Medici nel 1490. Morì due anni dopo. Il raggiungimento della felicità è l’obiettivo primario che accomuna tutti gli uomini di questo mondo. Ma qual è la natura di questa felicità? Parliamoci chiaro: al di là di ogni filosofeggiante buonismo, tutti noi vorremmo godere della felicità materiale. Soldi, amore, fama, carriera lavorativa… eccetera. Questa vita è una corsa al possesso – che sia di un oggetto, o di un altro essere umano. A volte, ci sentiamo anche un po’colpevoli nel desiderare fortemente cose tanto triviali. Eppure, non possiamo esimerci dal desiderare di bere fino in fondo il calice della Vita con tutti i suoi fugaci piaceri, intimamente consapevoli dell’ombra della Morte che incombe su di noi. La Santa Muerte sa leggere nel cuore degli uomini. Comprende le loro fragilità, i loro limiti. Come Santa Madre, lei desidera esclusivamente la felicità dei propri figli. Per questo è disposta a esaudire qualunque loro desiderio, qualora le venga richiesto tramite preghiere, ofrendas o rituali. Come Morte, lei sa bene che tutto è solo vana illusione della realtà materiale, dove Bene e Male sono intimamente intrecciati. Nel post precedente avevo parlato della Morte come Vergine-Bambina, colei che in veste di Giudice Celeste giunge alla fine del Tempo per capovolgere la Clessidra, non prima di aver distribuito equamente i frutti del lavoro di ciascuno in base ai meriti. Ma la Santa Muerte, in qualità di Madre, non è giudice e non è giudicante. Lei mostra ai propri figli la strada adatta per raggiungere il coraggio di essere. Invita all’azione immediata, a vivere appieno il presente, a cogliere tutte le opportunità prima che sfuggano, memori che tutto è solo vanità prima della Fine del Tempo. Carpe Diem. Hic et Nunc. Ella ci invita presso il suo Giardino delle Delizie, dove un meraviglioso Roseto dà alla luce le rose cremisi del Lecito e dell’Illecito per appagare ogni piacere della carne e dei sensi. Previo suo consenso, è possibile cogliere tutto ciò che ci aggrada. Lei si limiterà ad accontentarci, senza giudicare le nostre scelte. Ma, nonostante ciò, sarà il suo cuore di Madre a metterci in guardia:

“Agisci tempestivamente se puoi, ma cerca prima di riflettere sulla natura delle tue scelte, perché nessuna rosa è priva di spine. E, quando l’avrai colta, godi del suo profumo e della morbidezza dei suoi petali più che puoi, ma non legarti troppo a tutto questo. Presto, ben prima che tu possa rendertene conto, il Rosso della Vita si muterà in Nero e morirà.”

Cenere alla cenere e polvere alla polvere, la Santa Muerte ci insegna che tutto è ottenibile tramite l’agire nel presente, ma che pure non è consigliabile aggrapparsi troppo ai frutti dell’azione.

Al di sotto della terra fertile dove prosperano le Rose nutrite dal flusso del suo sangue mestruale, giace nascosto il Serpente. Con le sue spire attorcigliate intorno all’Uovo, egli giace nell’immobilità attiva di un’eterna impasse.

Nell’Uovo dorme una nuova Morte-bambina.

Ella si risveglierà quando nelle tenebrose viscere della putrefazione sprofonderà l’ultimo petalo dell’ultima Rosa.

Lo sprofondare, che è in verità un’Elevazione.

One thought on “Santa Muerte Life Lessons – Carpe Diem and Memento Mori

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